FARE UN LIBRO

Siamo molto felici di essere stati parte di questo progetto promosso da Bacchilega Editore "La bottega delle parole | Fare libri per bambini, tra fare cultura e fare impresa.Tutto quello che c'è dietro un libro junior". 
Inserto del quotidiano Sabato Sera dove viene raccontato passo dopo passo come nasce un libro e tutte le professionalità che entrano in gioco.
Di seguito trovate l’articolo che ci riguarda e il PDF dell’intero progetto.
Buona lettura.

 

 

 

 

"Gli ingredienti principali dei libri: la carta - dal progetto all'oggetto"

Per fare un libro ci vuole…
“Un albero, proprio come suggerisce la canzone – risponde certa e veloce Alice Monti di SAB, Stampa Artigiana Bolognese con oltre 60 anni di esperienza che si occupa, fra le altre cose, dei libri Bacchilega Junior -. Da quando l’uomo ha iniziato a scrivere affinché i suoi saperi e le sue storie non si perdessero nel tempo, la carta è il supporto a cui si affida da quasi due millenni. E naturalmente per fare la carta ci vuole l’albero”.
Al di là del progetto che vi è dietro, un libro è oggetto fatto da un insieme di fogli di carta impressi con l’inchiostro, rilegati assieme e contenuti da una copertina che permette al lettore di farsi trasportare con la fantasia nella storia di chi lo ha scritto.
“Quando si tiene in mano un libro vengono coinvolti tutti i nostri sensi, per questo si sceglie con attenzione ogni elemento che lo compone per suscitare quell’emozione specifica che solo il libro può dare”.
Il viaggio per creare un libro parte dalla scelta della carta.
“La carta è un materiale vivo che risente delle condizioni esterne come il calore, il freddo o l’umidità - racconta Monti - . Una carta di qualità, indipendentemente dal clima, risulta facile da lavorare senza danneggiarsi nei passaggi del ciclo produttivo. Un’altra considerazione utile nella scelta di una buona carta è la provenienza. Gli alberi sono un bene prezioso non inestinguibile, la certificazione Fsc permette di tracciare le tappe di lavorazione dell’albero, garantendo che la carta è prodotta con alberi provenienti da foreste correttamente gestite secondo principi di salvaguardia.
Esistono tante tipologie di carta – continua il viaggio - . I libri prediligono la carta usomano, che permette una lettura che non affatica la vista perché non riflette la luce ed essendo porosa risulta più materica al tatto. Le carte usomano si differenziano poi per: punti di bianco che caratterizzano un bianco più freddo o più caldo, grammatura ovvero lo spessore e porosità per dare percezioni tattili molto diverse”.
Ma non è finita qui, il viaggio continua nel mondo dell’inchiostro…
“In questa fase è fondamentale il ruolo dello stampatore che, grazie alla sensibilità data dalla sua arte e dalla sua esperienza, ricerca il connubio perfetto di ciano , giallo, magenta e nero per riprodurre le stesse profondità e le stesse gradazioni del quadro-progetto originale – spiega Monti - . Il cuore di un libro per l’infanzia sono le illustrazioni. E’ qui che lo stampatore diventa un vero e proprio alchimista del colore! L’inchiostro è composto dal pigmento (sostanza colorante solida) e dalle sostanze di carica (leganti, solventi e additivi fluidi) che mischiate insieme determinano le sue qualità di tiro, trasferenza ed essiccamento.
La scelta dell’inchiostro più adatto al prodotto finale dipende dal tipo di carta su cui verrà stampato, dal clima e da molti altri fattori che bisogna tenere presente”, compresa l’atossicità generale dell’oggetto-libro”.
Il viaggio dal progetto al libro si conclude nella boutique della stampa: la legatoria. “Qui ci si può sbizzarrire nello scegliere l’outfit giusto per il libro. Con il consiglio dei tecnici del reparto si sceglie quale brossura usare, ovvero la metodologia con cui vengono assemblati i fogli, e gli accessori. Solo alcuni esempi per farvi immergere in questo mondo: la copertina può essere rigida, semirigida e morbida; avere il dorso tondo o quadro ed essere rivestita con materiali differenti (carta, ecopelle, tessuti). Si può inserire il capitello, un cordoncino o una fettuccia colorata che si incolla ai due capi del dorso.
La copertina può essere avvolta dalla sovraccoperta (foglio di carta stampato con bandelle che avvolge la copertina).
Infine per dare un tocco di pregio si possono applicare sulla copertina diverse nobilitazioni: stampa a caldo, stampa UV, angoli tondi, floccatura, plastica lucida o opaca…”
Sì per fare un libro ci vuole un albero, ma anche tanta fantasia e la giusta tipografia.

Un grazie speciale a Bacchilega Editore che ci ha coinvolto in questo progetto.

Se vuoi saperne di più ecco l'intero inserto di Sabato Sera.